01 agosto 2014



   





Pubblicato il 12/05/2010
L’immigrazione irregolare in Spagna: fra politiche di controllo e crisi economica. Uno sguardo ai numeri.
Gabriel Echeverria*

L’irregolarità è un fenomeno strutturale e cronico nel panorama dell’immigrazione in Spagna, per quattro ragioni principali: l’importante domanda di mano d’opera straniera poco qualificata; la rilevanza dell’economia sommersa, una delle maggiori in Europa; la ristrettezza della “porta principale” d’ingresso dei migranti (quella legale), e, infine, le difficoltà di controllo dei flussi e degli stock di irregolari.

Questa situazione potrebbe sembrare paradossale se consideriamo che la continua crescita dei flussi migratori é stata accompagnata da un corrispondente intensificarsi degli sforzi per arginare il fenomeno. Le politiche adottate però, ispirate da paradigmi marcatamente restrittivi, non hanno ottenuto altro che la riproduzione di sistemi migratori irregolari come hanno mostrato i sei processi di regolarizzazione straordinaria adottati in poco più di vent’anni.

 

Dalla “produzione istituzionale dell’irregolarità” al “nuovo” regime migratorio

Solo nel 2004, il Governo spagnolo ha riconosciuto la necessità di agire direttamente sulle cause dell’irregolarità, avviando una riforma integrale delle politiche di controllo dell’immigrazione e promuovendo una gestione più razionale dei flussi, basata su quattro elementi fondamentali: 1. creare canali adeguati d’ingresso legale (contrattazione in origine e quote); 2. migliorare il controllo delle entrate e del soggiorno (visti, controllo delle frontiere, espulsioni, riammissioni, accordi internazionali); 3. stabilire meccanismi per uscire dall'irregolarità su base individuale (Arraigo laboral e Arraigo social)[1]; 4. migliorare il controllo dell’economia sommersa (Ispezioni sul lavoro).

Quanti sono gli irregolari in Spagna?

            Il caso spagnolo offre la possibilità di produrre stime dell'irregolarità in modo più semplice e accurato che nel resto dei Paesi Europei. L'opportunità per gli immigrati irregolari di accedere gratuitamente e senza conseguenze legali ai principali servizi sociali attraverso l’iscrizione al Padron Municipal (l’anagrafe municipale spagnola) permette, infatti, di quantificare, con una certa precisione, il numero totale di immigrati, regolari o meno, presenti sul territorio nazionale. Il confronto tra questa cifra e quella degli immigrati con regolare permesso di soggiorno (inclusi i permessi di studio) ci consente di ottenere una stima approssimativa, leggermente sovradimensionata, del numero totale di migranti irregolari[2].

Tabella N.1 – Stock e tasso d'irregolarità  (2001-2009) (valori assoluti in migliaia)

 

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

1. Stranieri (non UE) nel Padrón

943,4

1479,3

2063,8

2391,8

2954,3

3225,3

2811,0

3166,1

3375,4

 

57%

40%

16%

24%

9%

-13%

13%

7%

2. Stranieri (non UE) con permes. di residenza

584,6

777,8

961,2

1229,2

1495,8

2169,6

2182,7

2432,7

2679,3

 

33%

24%

28%

22%

45%

1%

11%

10%

3. Stranieri con permesso di studio

28,8

29,4

23,8

30,3

36,5

30,6

33,3

42,9

41,8

 

2%

-19%

27%

21%

-16%

9%

29%

-2%

4. Richieste di Asilo

7,9

9,5

6,3

5,9

5,6

5,3

5,3

7,7

4,5

 

20%

-34%

-6%

-6%

-5%

1%

45%

-41%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale Irregolari (1-2-3-4)

322,1

662,6

1072,6

1126,4

1416,5

1019,7

623,0

682,9

649,8

 

106%

62%

5%

26%

-28%

-39%

10%

-5%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

% Irregolari

34%

45%

52%

47%

48%

32%

22%

22%

19%

(Dati in migliaia) Elaborazione propria a partire dai dati forniti dall’Instituto Nacional de Estadistica (I.N.E. www.ine.es), dal Ministerio de Trabajo e Inmigración (www.mtin.es), dal Ministerio de Interior (www.mir.es) e della stampa spagnola.

 

La Tabella 1 mostra la stima del numero massimo possibile di irregolari per ogni anno. Questo raggiunge il punto più alto nel 2005 per poi ridursi drasticamente nel 2006 e 2007. Nel 2008 la cifra cresce leggermente per ridursi nuovamente nel 2009 quando gli irregolari stimati sono circa 649.000. Per quanto riguarda il tasso d’irregolarità, questo raggiunge il suo picco nel 2003, quando gli irregolari rappresentano circa la metà degli extracomunitari. Questa proporzione si mantiene stabile tra il 2004 e il 2005 e si riduce fortemente tra il 2006 e il 2009, arrivando ad un 19%.

 

L’effetto delle politiche migratorie

Le principali politiche messe in atto dal governo per controllare l'irregolarità sono elencate nella tabella 2: l’Arraigo (1), le Espulsioni e Riammissioni(2) e (3), e la Regolarizzazione Straordinaria del 2005 (4). La stessa tabella, inoltre, fornisce una stima dei migranti irregolari rumeni che dal il primo gennaio del 2007 sono diventati comunitari e sono usciti dunque dall'irregolarità (5).

 

Tabella 2 - Politiche di controllo e variazione degli irregolari (Dati in migliaia)

 

2005

2006

2007

2008

2009

Arraigo (1)

 

 

7,2

28,2

62,3

Riammissioni (2)

 

52,0

47,4

6,2

6,2

Espulsioni (3)

 

11,0

11,6

9,5

10,6

Regolarizzazioni Straordianarie (4)

 

578,4

 

 

 

Stima Nuovi Comunitari (5)

 

 

315,0

 

 

Totale (1+2+3+4+5)

 

641,4

381,2

43,9

79,1

 

 

 

 

 

 

Irregolari

1416,5

1019,7

623,0

682,9

649,8

Variazione dell'irregolarità,

rispetto all’anno precedente

 

-396,7

-396,7

+59,9

-33,1

(Dati in migliaia) Elaborazione propria fonti tabella N.1

Osservando la Tabella 1 alla luce dei dati forniti dalla Tabella 2 si può vedere come la forte riduzione dello “stock” di migranti irregolari sia dipesa, in gran parte, da due eventi straordinari: la Regolarizzazione Straordinaria del 2005 e l’ingresso della Romania nell’UE con conseguente uscita dall'irregolarità dei migranti rumeni.

 

Da una prima lettura di questi dati sembrerebbe possibile valutare positivamente l’efficacia delle politiche messe in atto dal governo spagnolo a partire dal 2004. In particolare, una volta ridotto lo “stock” di migranti irregolari questo sembrerebbe essersi stabilizzato e anzi mostrare segni di lenta riduzione dimostrando come anche i “flussi” di irregolari sarebbero sotto controllo.

Rispetto a questa conclusione è necessario introdurre un elemento di cautela fondamentale. L’economia spagnola vive dal 2007, nell’ambito della crisi economica globale, una fase di forte recessione che ha colpito con particolare violenza quei settori, come ad esempio l’edilizia, dove più forte è l’impiego di immigrati. Sebbene gli effetti della crisi sull’immigrazione non siano ancora valutabili con precisione nella loro interezza, i dati disponibili mostrano come i migranti siano stati particolarmente esposti agli effetti della crisi e alla accelerata distruzione di posti di lavoro. Non è difficile immaginare, e alcune analisi dei flussi migratori lo dimostrano, che gli alti tassi di disoccupazione e l’incertezza verso il futuro possano aver rallentato l’arrivo di nuovi migranti e addirittura stimolato il ritorno in patria di alcuni di essi.

Tali aspetti congiunturali inducono a valutare i dati forniti con particolare attenzione e a considerare l'impossibilità di discernere chiaramente, a partire dal 2008, l’effetto della crisi da quello delle politiche di controllo sulla riduzione dell'irregolarità. Una valutazione più precisa sarà possibile a medio termine, quando, sperabilmente, l'economia recupererà, così l’occupazione e dunque anche i flussi migratori.

 




[1] Le figure giuridiche dell’Arraigo Laboral e dell’Arraigo Social stabiliscono la possibilità per gli immigrati irregolari che dimostrino rispettivamente, di aver lavorato per un periodo determinato, o di essersi integrati socialmente, di richiedere il permesso di soggiorno.  

[2]I due aspetti principali che determinano tale sovradimensionamento sono: 1. iscrizione al Padron, e cancellazione, sono volontarie, e i dati possono quindi non essere esaustivi o tempestivamente aggiornati; 2. I migranti regolari che stanno rinnovando il permesso risultano come irregolari, pur non essendolo.

 


Per saperne di piú

Aja, Eliseo (2006). “La evolución de la normativa sobre inmigración” in: Aja, Eliseo y Arango, Joaquín (Eds.) (2006). Veinte años de inmigración en España. Perspectivas jurídica y sociológica (1985-2004). Fundació CIDOB, Barcelona.

Arango, Joaquín (2005). “La inmigración en España: demografía, sociología y economía”, en Rafael del Aguila (ed.), Inmigración. Un desafío para España, Madrid, Pablo Iglesias, pp. 247-273

Finotelli, Claudia (2009). Effetti della crisi economica sull’immigrazione e sulle politiche di ingresso in Spagna, in  XV Rapporto ISMU sulle Migrazioni Internazionali. Milano: Franco Angeli.

Cachón, Lorenzo (2009), La “España Inmigrante”: marco discriminatorio, mercado de trabajo y políticas de integración, Editorial Anthropos, Barcelona.

Cebolla Boado, Hector y Gonzalez Ferrer, Amparo (2008). La inmigración en España (2000-2007), Madrid, CEPC

 

 

 


* Instituto Universitario de Investigación Ortega y Gasset




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